Invece di giudicarti o condannarti per i tuoi errori e fallimenti, puoi trasformare la sofferenza in un’occasione per ammorbidire il cuore. Lasciando andare le aspettative irrealistiche di perfezione che ti rendono insoddisfatta, puoi aprirti a un senso di appagamento più vero e duraturo, trattandoti con la gentilezza di cui hai bisogno in quel momento.
La compassione verso se stessi - cioè la capacità di offrirsi comprensione e calore anche nelle difficoltà- aiuta a interrompere i cicli di paura, negatività e isolamento, favorendo stati d’animo positivi come serenità, ottimismo e gratitudine. Questa gentilezza interiore nutre la nostra crescita e ci permette di apprezzare la bellezza della vita anche nei momenti più duri, aiutandoci a riconoscere con maggiore chiarezza ciò che ci fa stare bene .
Essere compassionevoli con sé stessi aiuta a ritrovare calma, allontana dal continuo giudizio e confronto con gli altri. Riconoscendo che l’imperfezione è parte della condizione umana, possiamo sentirci più sicuri , accettati e vivi.
Quando smettiamo di criticarci e cominciamo a trattarci con comprensione, il nodo del giudizio si scioglie, lasciando spazio a una pace profonda e a una connessione autentica con noi stessi come la luce che torna a filtrare dopo una lunga tempesta.
Con affetto,
Veronica 🌻
Prenditi qualche minuto per osservarti con sincerità, senza giudizio. Questo esercizio serve a diventare più consapevole del modo in cui ti parli e ti tratti, soprattutto quando sbagli o vivi una situazione difficile.
In quali aspetti della tua vita sei più critico con te stess*? (aspetto, lavoro, relazioni, genitorialità, ecc.)
Che tono usi quando ti rivolgi a te stess* dopo un errore? È severo o comprensivo?
Che effetto ha questa voce interiore su di te? Ti stimola a crescere o ti scoraggia?
Come ti sentiresti se provassi, anche solo per un momento, ad accettarti così come sei? Ti darebbe sollievo, paura o entrambe le cose?
Di fronte alle difficoltà, come ti comporti? Ti concedi un momento per ascoltare e accogliere ciò che provi, o cerchi subito di “aggiustare” la situazione?
Ti capita di amplificare il problema e farti trascinare dalle emozioni, oppure riesci a mantenere un certo equilibrio?
Quando le cose vanno male, ti senti isolat*, come se gli altri stessero sempre meglio di te, oppure riesci a ricordare che la sofferenza fa parte dell’esperienza umana e che non sei sol*?
Non c’è una risposta giusta o sbagliata. L’obiettivo è notare, con curiosità e gentilezza, come ti tratti nei momenti difficili. Da questa consapevolezza nasce il primo passo verso un rapporto più amorevole e sincero con te stess*.