In questo spazio condivido riflessioni e strumenti per coltivare consapevolezza, autenticità e presenza nella vita di ogni giorno.
Troverai articoli di crescita personale, spiritualità, educazione consapevole e relazioni: semi di luce per chi desidera conoscersi più a fondo.
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Ci sono parole che fanno paura. “Crisi” è una di queste.
Quando entra in una relazione, sembra subito il segnale di qualcosa che si sta rompendo, di un amore che sta finendo. Eppure non è sempre così.
Esistono crisi che non distruggono, ma trasformano.
Crisi che non allontanano, ma chiedono di incontrarsi di nuovo, in modo più vero.
Sono le crisi fisiologiche: quelle che nascono dal vivere insieme, dal cambiare, dal crescere. Non indicano la fine dell’amore, ma il fatto che l’amore sta evolvendo.
Il primo anno: imparare davvero a stare insieme
Il primo anno di matrimonio o di
Tutto è iniziato molto prima del parto. Già durante i corsi di preparazione, tra un esercizio di respirazione e l'altro, ho iniziato a percepire una melodia di sottofondo, costante e martellante: l'allattamento al seno come unica via possibile per essere una "buona madre". Una narrazione portata avanti da gran parte del personale sanitario con un fervore tale da trasformare il latte in polvere in un vero e proprio tabù, quasi una colpa da evitare a tutti i costi.
Poi, la mia bambina è nata, e la realtà si è abbattuta su di me con tutta la sua forza. Mi sono ritrovata a fare i conti con un corpo stravolto e dolorante, che cercava faticosamente di guarire dai traumi del parto naturale e da quell'invasivo "taglietto" vaginale -
Gli psicologi parlano spesso dell’effetto Lake Wobegon, per descrivere la tendenza comune a credere di essere superiori agli altri in molte qualità positive: più simpatici, più intelligenti, più gentili, più affidabili, più saggi. Le ricerche (Kruger & Dunning, 1999) mostrano che la maggior parte delle persone pensa di essere “sopra la media” perfino nella capacità di giudicarsi in modo obiettivo - il che è logicamente impossibile. Se la percezione di sé fosse davvero accurata, metà delle persone dovrebbe ammettere di essere “sotto la media” in qualcosa. Ma non succede quasi mai.